Il Varco di Pasqua: Resurrezione Interiore

Un approfondito articolo di Arshad (scritto tra il 2008 e il 2010) sul momento della Pasqua e sul suo significato profondo, al di là delle mistificazioni culturali e religiose. Una prima versione di questo articolo è apparsa su Re Nudo nel 2008.
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IL VARCO DI PASQUA: RESURREZIONE INTERIORE
articolo di Arshad
Moscogiuri

Quest’anno la Pasqua quando diventa Pasqua? 
Sarà capitato anche a voi di non sapere mai quando ci saranno le festività pasquali; questo perchè si tratta di una ricorrenza mobile: si sposta cioè di anno in anno. Come? La formula è che la Pasqua accade la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’Equinozio di Primavera. 
Se tutto il resto del nostro calendario è orientato sulla rotazione intorno al Sole (calendario solare, appunto), la Pasqua è talmente antica da essere ancora radicata ai cicli della Luna (calendario lunare). Antica, sì, e non di soli duemila e rotti anni. E altrettanto importante. 

Se il vostro interesse rispetto a questa ricorrenza si limita a sapere quando potrete scartare le uova di cioccolato, allora non state ad aggrovigliarvi con calcoli lunari sui prossimi anni; se volete far poca fatica, vi basterà un simpatico e veloce motore di ricerca che trovate in rete. Cliccate qui e potrete sbizzarrirvi a trovare le date della Pasqua di ogni anno tra il 1583 e il 2499. 
 
Se invece vi incuriosisce l’aspetto storico-culturale della Pasqua, con tutti i suoi risvolti per i nostri condizionamenti sociali, è interessante notare come questa data, che rappresenta il punto di forza del credo Cristiano cattolico, non appartenga affatto ne’ alla Chiesa Romana ne’ alle vicende di Gesù. E’ infatti proprio sulla Resurrezione del Cristo nella Domenica di Pasqua che si fonda il Dogma del Dio-uomo sul quale il cattolicesimo si erge sopra la precedente religione ebraica, e Gesù sopra i Profeti quale Messia. Eppure a quei tempi la Pasqua esisteva già; ora la chiamiamo Pasqua Ebraica, ma in realtà è proprio allo scoccare di quella ricorrenza che si vuole che Gesù sia stato tolto dalla croce (1)
A maggiore dimostrazione della sua antichità, questa data è connessa ai calendari lunari, che hanno preceduto quelli solari. Nel nord Africa e nell’Asia Minore, zona che noi occidentali consideriamo come culla della nostra civiltà, erano in vigore infatti sistemi lunari di misurazione del tempo, e l’Islam ancora oggi si regola con questo genere di calendario. 
Fin qui nulla di strano; d’altronde anche il Natale non è la data di nascita del Cristo: lo era già di tante divinità, in molte parti del mondo. Una Storia che ormai si inizia a conoscere un po’ meglio ha già svelato ai più attenti contemporanei che una cultura, una religione, un sistema di potere, ha bisogno di far propri quelli precedenti per poterne prendere il posto. Storicamente, tale processo è noto con il nome di revisionismo; dal punto di vista delle religioni, invece, possiamo chiamarlo mistificazione. 
Spesso il processo inverso, cioè la demistificazione, non solo ci porta a chiarire aspetti della nostra stessa cultura, ma anche a prendere distanza dai sistemi di credenza che la formano, dentro e fuori di noi. Sia che siamo concordi o scettici, l’inconscio collettivo è appunto tale e comprende anche il nostro. Portare luce in queste zone d’ombra è senza meno benefico per ogni individuo. 
 

Infine, se siete attratti dal contenuto spirituale della Pasqua, cominciamo con il considerarla come un fenomeno cosmico, e non un evento storico, religioso o festivo.  Un fenomeno cosmico che comprende, principalmente, il nostro pianeta, Terra, il suo satellite Luna e la stella principale del sistema, il Sole (2). Tra i tre corpi celesti, sembra che l’unico che ospiti forme di vita sia il nostro, Terra; qui abbiamo animali, minerali, vegetali in grande quantità e dinamico equilibrio, tutti composti degli stessi elementi che compongono il resto dell’Universo, aggregati in forme tali da creare vaste biodiversità. 
E’ dunque tutt’altro che azzardato ipotizzare che posizioni, energie ed eventi di carattere cosmico siano relativi anche a tutte queste creature. Anzi, i progressi scientifici continuano ad avvalorare questa interdipendenza assoluta universale già patrimonio di ogni mistico. La fitta rete di connessione che lega il tutto vibra dunque in ogni istante, ed in particolare quando energie diverse si armonizzano su alcune frequenze; è questo il caso di alcuni momenti del ciclo terrestre che da sempre l’uomo, in ogni cultura ed area del pianeta, ha reso sacri, celebrandoli. In particolare possiamo individuare i due Solstizi e i due Equinozi, più altri momenti topici (Rosa dei Varchi) tra i quali appunto la Pasqua. 
Soffermandoci solo su quest’ultima, prima di tutto ricordiamo che si tratta di un evento legato ai cicli della Luna; dunque una data sacra antica, che ci riporta indietro fino ai tempi della Dea Madre, quando una spiritualità rivolta al femminile ancora non era stata soppiantata dai culti solari, dal Dio Padre maschile. Un tempo che risale al Neolitico, e prima ancora. 
La Luna ha una forte influenza sulla vita del nostro pianeta: muove le acque con le maree, fa ululare lupi e coyote, regola la riproduzione di intere specie animali, è di estrema importanza per la semina e la raccolta. Sono solo esempi, che si possono portare più vicino a noi: le fasi del mestruo femminile legate al ciclo dei 28 giorni, l’influenza della Luna sull’emotività umana (dalle emicranie alle osservazioni su soggetti instabili), o il banale taglio dei capelli suggerito in alcune fasi lunari e non in altre. La saggezza popolare, la tradizione contadina legata alla terra, ancora riportano vaghe memorie di questa conoscenza. 
 
La Luna insomma irradia l’aspetto femminile dell’energia, l’elemento acqua: emozioni, inconscio, fiducia, gioia. Su un pianeta la cui superficie è coperta per due terzi dall’acqua, ospiti di un corpo che ne è composto al 75%, decodificando sensi e realtà con un cervello che ne presenta il 90%, difficilmente possiamo considerarci estranei alla sua presenza ed interazione. 
Cosa accade dunque nel momento cosmico della Pasqua? Quali energie sono disponibili per il pianeta e in che modo possono essere poi così importanti per la spiritualità degli esseri umani? 
Tutti i miti che celebrano la Pasqua ci raccontano storie di Resurrezione: la rinascita che segue ad una morte apparente. 
E’ un modo come un altro di spiegare quello che avviene in inverno e che segue la primavera. Una sorta di parabola, il cui significato va ricercato nello specchiarsi delle cose all’interno di noi stessi. Il seme, caduto in autunno, a metà di quella stessa stagione muore (in corrispondenza dei giorni di Halloween, per intenderci), abbandonandosi al suolo, al mondo di sotto. Nell’inverno si cristallizza in questa morte apparente, una sorta di ibernazione, di gestazione nel ventre della madre terra. A metà della stagione invernale (durante i giorni di S. Valentino) è necessaria una scelta: amore per la vita, o paura e rimanere nel ventre. Non tutti i semi germoglieranno, solo quelli la cui scelta sarà verso l’ignoto, lo sconosciuto, che andranno cioè oltre la paura per amore. 
Arriva dunque la Primavera con il suo Equinozio; un’inclinazione differente dei raggi solari scalda il cuore del seme, il richiamo della vita è avvertito da tutti i viventi: è primavera. 
Ma non è a primavera che il seme inizierà ad aprirsi; dopo aver scelto l’amore, dopo aver udito il richiamo dell’esistere, dovrà morire per rinascere. Dovrà rompere il suo guscio, e trovare la strada verso la luce come un cieco germoglio ancora tenero. 
I contadini sanno bene che è la luna piena successiva alla Pasqua quella che determina un cambio sostanziale per i loro campi, così come per la natura tutta. 
 
Altrettanto bene sapevano i mistici che è questa stessa luna che può favorire un cambio sostanziale per i cicli di consapevolezza della vita dell’umano. 
La qualità che si espande nel momento cosmico della Pasqua è quella della fiducia: fiducia nella rinascita del proprio spirito, nella resurrezione in senso attuativo, presente, e non quale rimando ad una prossima vita o piano di esistenza. Lo spirito, il più alto intento interiore –non è statico; necessita di essere nutrito, ravvivato, proprio come un fuoco. Non è un caso che ci si riferisca spesso al sacro fuoco dello spirito, è un’analogia calzante, come quella della Resurrezione di un Cristo durante la Pasqua. 
Con la Primavera siamo risvegliati ad una nuova nascita: nuovi intenti e propositi si affacciano al nostro animo, sostenuti da un’energia vitalizzante. Durante la Pasqua questo processo va più in profondità, da solare diviene lunare, ed opera nel rinnovo del nostro se’ a strati più nascosti, come le nostre emozioni ed il nostro inconscio. Solo un’alta qualità femminile dello spirito ci può portare ad accogliere il nuovo dentro di noi, cioè la fiducia, l’apertura in due sensi al rinnovo, alla trasmutazione: verso il fuori e verso il dentro, verso l’alto e verso il basso. Così come il seme, che muoverà verso la luce del sole grazie alla quale opererà la fotosintesi, e contemporaneamente verso la terra, dove mettere radici che andranno verso il buio a cercare il nutrimento dell’acqua e dei sali minerali. Se si muovesse in uno solo dei due sensi, non vivrebbe. Se non morisse, se non rompesse il suo guscio, non nascerebbe. 
Questo accade anche a noi; spesso abitudini, situazioni, condizionamenti, relazioni e attitudini ci stanno addosso come un guscio, che quando la consapevolezza si espande diventa una stretta armatura che ci ingabbia. Vederlo o saperlo non sempre basta; a quel livello può infatti interviene un giudizio su noi stessi che ci lascia sempre dentro il guscio, se possibile ancora più scomodi. 
E’ un’alchimia interiore quella di cui c’è bisogno. Una trasformazione che avviene oltre il razionale, al di la’ del dualismo di giusto o sbagliato, nell’intero del nostro essere. Che comprenda l’intento dell’anima e i nostri pensieri, le emozioni e il nostro inconscio. Che sappia farci tendere verso l’alto, verso la luce, esplorando e accettando anche le nostre parti più in basso, muovendo verso ciò che ci appare buio. Una rinascita di amore e coraggio, di forza e di accettazione, per la quale occorre che ciò che è diventato un vecchio guscio venga lasciato morire, e con esso le parti di noi che vi si identificano, le attitudini che le sostengono, le situazioni che le riflettono. Una vera e propria resurrezione, un parto di se’ stessi. 
Sebbene a noi umani, portatori di libero arbitrio, sia disponibile in qualsiasi momento una rinascita interiore, e sebbene tutta la nostra vita possa definirsi un continuo ciclo di morti e rinascite, già i nostri antenati avevano ben capito quanto fosse importante sintonizzare i propri cicli interiori con quelli della Natura, con Madre Terra, con il Cosmo, e di quale armonico potenziale questa sintonia fosse capace. 
Quella che chiamiamo Antica Religione è una Scienza esatta delle relazioni tra l’uomo e la natura. 
 
Avendo appena aperto lo sguardo sui significati esoterici legati alla Pasqua, già le avventure dei vari Cristo, Osiride, Horus, Bacco, Tammuz, Kwenti-Imentiw, Re Cervo, Cernunnos, Quetzalcoatl, Krishna, Mitra e tantissimi altri ancora –non ci appaiono più come miti per genti semplici o storielle per bambini, bensì gradualmente assumono la dignità dello sforzo di simbolizzare, al di la’ del tempo, significati la cui profondità diviene difficile da esprimere ma impossibile da tacere. 
Tutti costoro sono morti e resuscitati nel periodo che chiamiamo Pasqua, più o meno tutti visitando gli inferi e poi ascendendo al cielo. Da Kwenti-Imentiw, il più antico di cui abbiamo traccia (civiltà pre-egizie del wadi del Nilo, circa 7mila anni fa), fino a Gesù, il più recente –tutti ci raccontano la stessa storia. 
Nel nostro tempo l’espressione e la comprensione diventano molto più accessibili, per numero e velocità di informazioni, sicuramente, ma soprattutto perchè la nostra stessa ragione sta sondando vette e profondità che lambiscono il mistero. Pertanto è più semplice oggi che non ieri dire che ogni cosa nell’universo è correlata, giacchè la fisica astronomica e quantistica ci supportano, ci danno ragione: sono arrivate allo stesso punto. 
Laddove la luce è energia e l’energia materia, quando il tempo e lo spazio si piegano e due rette parallele all’infinito prima o poi si toccano, è più facile osare il pensiero che non solo questo mondo non sia piatto, ma che la vita stessa, l’esistenza e lo stesso presente abbiano inizio e fine che coincidono, come in un cerchio. 
E il Samsara, la ruota del Karma, tutte le altre tonde simbologie – bassorilievi sui muri di un tempio, rosoni di una cattedrale, tracciate su muri, segnate con giganteschi monoliti, dipinte su un tepee o sul volto di un Maori, avranno un nuovo aspetto. Saranno l’eco di una storia antica quanto il mondo, che avevamo dimenticato di saper ascoltare. 
 

Poi, siccome nulla è definitivo, anche il nuovo ciclo porterà nuove attitudini e nuove situazioni a formare un altro guscio, chiamandoci ancora a morire per rinnovarci, stimolandoci nel processo di continua evoluzione che è proprio di tutto ciò che è, dalle galassie alle cellule. 
Fino, forse, ad arrivare ad essere uno con il tutto, fino cioè a quello stato di fusione estatica con il creato che qualcuno ogni tanto raggiunge, che ogni Maestro a suo modo descrive e trasmette. Dal nostro punto di vista, il loro sembra un punto d’arrivo, l’alchimia suprema; dal loro, invece, sembra sia l’inizio di un altro viaggio, di un altro ciclo. 
 
Un suono di campane intona una melodia e ci desta, profumo di fiori nel sole e uccelli che ritornano cantando; è Pasqua, questa Primavera! 
Gioiosamente corri a rompere il guscio dell’uovo di cioccolato che aspetta; sappi che la sorpresa sei tu. 
 
 
 

  • NOTE 
  • (1) Gesù viene crocefisso nella tarda mattinata del Venerdi santo; la Pasqua ebraica inizia il giorno dopo, Sabato. La fine del giorno è segnata dal calare delle tenebre (appunto calendario lunare), per cui –grazie ad un anomalo oscuramento del cielo riportato dalla tradizione ed anche da diversi astronomi- già nelle prime ore del pomeriggio di venerdi si era entrati tecnicamente nel sabato, giorno sacro per gli ebrei. Di sabato, e tantomeno in quello di Pasqua, i condannati non potevano rimanere crocefissi; pertanto fu chiesto di affrettarne la fine per poterli togliere dalla croce anche se il loro calvario era durato “soltanto” poche ore. 
 
  • (2) Si potrebbe obiettare che il Sole non sia la stella principale del nostro sistema, ma l’unica: il Sistema Solare. Diversi testi e tradizioni orali antiche (dall’Asia all’Europa, dall’Oceania all’America, dai Sumeri ai Maya) si riferiscono però ad un secondo sole. In effetti già da qualche anno è stata teorizzata da diversi scienziati la presenza di una seconda stella al’interno dell’orbita del nostro sistema. La scoperta, avversa come molte altre all’astronomia ufficiale, è stata sostenuta anche recentemente, e pare proprio che siamo all’interno di un sistema binario, ovvero con due stelle. La compagna del nostro Sole è stata chiamata dagli astronomi Nemesis (che curiosamente è la Dea greca della vendetta), e sarebbe comunque posta su un’ellittica molto esterna, che la porterebbe a relative vicinanze con il Sole (e dunque anche i pianeti) soltanto ogni diversi milioni di anni. Il calcolo dei periodi di queste orbite, in relazione anche ad altre recenti scoperte sul moto del sistema solare all’interno della Galassia, sulla discussa presenza di un decimo pianeta e della sicura presenza di un gigantesco buco nero al centro di questa, sembrano tra le altre cose coincidere sorprendentemente con il calcolo delle Yuga (Ere), tramandato in India da migliaia di anni, nonchè con le osservazioni di scienziati in merito a cicli di estinzione di massa sul pianeta. Per ulteriori approfondimenti vedi l'articolo multimediale Catastrofi a Scelta - tratto dal libro "La psicologia dello Zorba" di Arshad (2012, Tecniche Nuove).