Il Varco di Primavera

Arshad, ogni anno, svolge un gruppo dell’Osho Inipi Circle in coincidenza dell'Equinozio di Primavera.  Qui di seguito un suo breve articolo sul Varco di Primavera e il suo significato più profondo.
La riproduzione totale o parziale del testo è consentita previa citazione delle fonti (Osho Circle School) e dell'autore.

IL VARCO DI PRIMAVERA
articolo di Arshad Moscogiuri

La Primavera è uno di quei momenti che non ha tanto bisogno di presentazioni; tutti ne sentiamo il desiderio prima, e l’influsso poi. 
Ecco, forse la Primavera, in questa parte del mondo, è il momento in cui è più facile comprendere il nostro appartenere ai cicli della Natura: è il Varco più avvertibile, quasi tangibile negli odori, negli umori, nei colori e, si sa, anche negli amori. 
Il Varco di Primavera, coincidente appunto nell’ emisfero Boreale con l’Equinozio omonimo il 21 di Marzo, è carico di promesse di vita e fioritura. 
I raggi cosmici e, soprattutto, quelli del Sole iniziano a scaldare la terra; nei semi sepolti si risveglia l’intento di crescere, intento che la luna piena successiva all’Equinozio porterà a compimento nel periodo della resurrezione, che noi chiamiamo Pasqua. 
Grazie al delicato equilibrio nel gioco delle orbite, piccole inclinazioni dei raggi della nostra stella ci regalano le stagioni; senza queste probabilmente non avremmo un ciclo della natura, ma forse una linea, dove le opportunità non si ripetono. 
Nel ciclo della Natura, così come nella Rosa dei Varchi , l’arrivo della Primavera è un’opportunità di profondo valore. 
Come per il seme così per l’uomo: 
 
Un seme deve morire per diventare un albero e un uomo deve morire per diventare dio, ma questa morte è semplicemente un processo di resurrezione. 
Osho, “The Zero Experience”, Darshan Diary, Cap. 3, 1977 
 
E allora dopo il lungo inverno in cui la morte apparente ha permeato la natura, congelandola, e l’introspezione ha accompagnato l’uomo, cristallizzando l’updating del proprio se’, arriva il momento del risveglio del desiderio di uscire dall’utile letargo. 
In questo Varco che si apre con la Primavera è sincronico e dunque agevole per noi leggere l’analogia mistica tra l’uomo e il seme rivolgendo la nostra attenzione agli intenti più profondi, agli intenti dell’anima. 
Come per il seme, è il desiderio che ci porta a crescere, ad evolverci; questo desiderio si può paragonare ad una fiamma. E’ la fiamma che ci rende vivi, certo, ma che anela alla luce; e, come tutte le fiamme, ha bisogno di essere alimentata per illuminare. 
In Primavera è la Natura stessa che, in ogni dove, ci aiuta a soffiare sulle braci. 
I nostri sensi si risvegliano e si espandono. 
Da sempre e in ogni dove questa opportunità è stata colta, in differenti modi, per l’evoluzione interiore, e il Varco della Pasqua celebrato, ritualizzato e reso sacro. 
Non stupisce pertanto che nella nostra civiltà occidentale, totalmente separata dalla natura e dai suoi cicli, questa radice sia stata recisa di netto assieme a tutte quelle che coincidono con gli Equinozi ed i Solstizi (eccezion fatta per quello d’Inverno, divenuto il Natale). 
Il Varco di Primavera, amplificando il nostro sentire e il nostro percepire la Natura stessa (il tepore, le acque fluenti, i fiori sgargianti, gli odori, gli uccellini che tornano a cantare...), ci pone in una condizione doppiamente favorevole per un riavvicinamento al se’ e al tutto, al pianeta stesso. Una condizione che è interessante da vivere nel suo pieno significato. 
Infine, nel risvegliare gli intenti dell’anima nulla funziona meglio che un Maestro Illuminato; l’essere in sincronia con Osho, particolarmente in questo Varco, accresce enormemente questa condizione già così propizia. 
Il 21 Marzo, infatti, è anche il giorno della sua illuminazione: un chiaro esempio, anzi un invito, a ridestare l’intento. 
L’intento dell’anima, quello che ci fa discepoli, ricercatori.