Quel colorato mondo delle emozioni


Un articolo di Keli Procopio, che da molti anni si dedica al lavoro sul respiro, e alle correlazioni emotive di questo.

Quel colorato mondo delle emozioni
di Keli Procopio


Non credo di stupire nessuno nell’affermare che il mondo emotivo e quello acquatico sono strettamente interconnessi;  nella mappa dei chakra, l’acqua viene associata al secondo centro energetico, e il secondo corpo è la struttura che risuona con il corpo emozionale.
E’ anche conoscenza comune, per coloro che hanno esperienza di watsu o altri body work acquatici, che l’aspetto emotivo nell’acqua viene spesso amplificato e richiamato alla memoria  durante una sessione di immersione nell’elemento liquido.
Nell’ottica di queste considerazioni, vorrei in questo articolo descrivere le emozioni in rapporto al fluire dell’acqua, utilizzando la metafora del fiume nel suo scorrere ininterrotto, nel suo continuo cambiamento e divenire.
Così come la corrente del fiume, il mondo delle emozioni ha un suo fluire che si manifesta con diversi colori e intensità.
L’acqua che in un momento scorre tranquilla e serena, può diventare un fiume in piena con una potenza straordinaria, impossibile da fermare, una forza incontenibile che potrebbe distruggere ogni cosa nel percorso; così come la rabbia che investe con la sua forza ogni muscolo del corpo, e che ha spinto il genere umano a compiere gesta inaudite.
Come il torrente di montagna, che con le prime nevicate si ricopre di ghiacci e si immobilizza, così l’energia della paura congela ogni movimento, impedisce l’azione, e un incredibile gelo investe l’essere.
Ma arriva la primavera che scioglie la neve al sole, l’animo si scalda; e quando nell’ombra della paura si crea una breccia, ecco che l’energia dell’amore inizia a fluire, scalda il cuore e ricrea il movimento in quel fiume che si era paralizzato.
E ancora, cosa succede quando un tronco ostacola il fluire dell’acqua?  Si vengono a creare anse dove l’acqua stagna, oppure tratti dove scorre troppo velocemente trascinando con sé detriti e altro ancora; allo stesso modo, il flusso delle emozioni altera il suo movimento ogni qualvolta l’impedimento di una mente troppo rigida, troppo legnosa, interviene e tenta di assumere il controllo, di deviare il flusso dell’esistenza. E allora la rabbia prende il sopravvento e diventa distruttiva, la paura offusca l’amore, la tristezza prevale sulla gioia.
Nel letto di un fiume rimuovere il tronco potrebbe bastare a restituire l’innato fluire della corrente; allo stesso modo un alito di vento riporta la mente al “suo compito naturale” restituendo l’armonia al mondo emozionale.
E quando finalmente il fiume libero nel suo fluire arriva al mare, incontra l’energia sconfinata e immensa, si tuffa nelle acque profonde perdendo i suoi confini. Allo stesso modo quando il flusso delle emozioni può scorrere senza impedimenti, ecco allora il mistero dell’amore aprirsi dinnanzi.
Come l’oceano sconfinato, l’amore apre ed espande il respiro nel cuore; come l’onda, travolge nella sua misteriosa potenza.
Il rapporto che l’uomo ha con l’acqua è antico quanto quello con le emozioni; ci emozioniamo oggi, così come lo facevano i primi abitanti di questo pianeta.
Governate dalla parte più antica del nostro cervello, le emozioni riportano a uno stato primordiale, dove la parola assume un significato relativo rispetto al linguaggio più esplicito del corpo. Nel decifrare il codice emozionale, scopriamo che esse si sono venute a creare in una fase evolutiva dove, per sopravvivere all’ambiente ostile, i primi umani del pianeta hanno dovuto sviluppare strategie comportamentali emotive che ancora oggi sono visibili e presenti nel nostro sistema.
Elemento comune in ogni angolo del pianeta, ogni essere umano ha in sé la capacità di provare emozioni. L’umanità possiede un repertorio emozionale fondamentale che è simile; non importano la razza, la cultura o l’età. Naturalmente culture diverse, classi sociali differenti, hanno sviluppato all’interno di questo repertorio preferenze per diverse gamme emotive, privilegiandone alcune e giudicandone o reprimendone altre.
L’universalità delle emozioni dimostra la loro natura biologica e chissà, forse quando l’umanità sarà “emozionalmente” parlando più evoluta, proprio le emozini potranno essere il legame che porterà l’uomo a non creare più separazioni e differenze, riconoscendosi uno con tutti e con il tutto… ma questo è solo un sogno!
In questa realtà, ad ogni modo, l’acqua, le emozioni, il respiro, sono elementi essenziali per la vita, che con la loro presenza ne esaltano il sapore, rendendola così piena e degna di essere vissuta.

E qualcuno le ha anche messe in musica:

“… domandarsi perchè quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore…...capire tu non puoi chiamale se vuoi emozioni…”