Un diamante è per sempre


In occasione della scomparsa di Veeresh Yuson, anche la rivista ReNudo gli dedica un articolo, scritto da Arshad Moscogiuri e pubblicato sul n° 28. La riproduzione totale o parziale del testo è consentita previa citazione delle fonti e dell'autore (Arshad Moscogiuri per "ReNudo"l).

 
UN DIAMANTE
È PER SEMPRE
di Arshad Moscogiuri

Veeresh alla Osho Circle School nel 2011
Ci sono cose che, prima o poi, ci domandiamo tutti.
Che ci faccio qui? Sto facendo quello che voglio? Esiste una ragione per esistere? Perlopiù si tratta di quesiti destinati a rimanere senza risposta, tanto che comincio a coltivare il sospetto che ad appassionarci sia proprio quello spazio tra un dilemma e la sua soluzione: un intervallo che chiamiamo vita.
Ci sono poi interrogativi ai quali, invece, ci sembra di poter adattare un responso o, almeno, responsi ai quali sembra che possiamo adattarci.
Per esempio: cosa arricchisce davvero la vita?
Ecco, questa è una delle domande per cui, personalmente, ho accomodato una probabile risposta: il valore della vita è direttamente proporzionale a quello dei rapporti umani in essa vissuti.
Se le cose stanno così, allora ti voglio parlare di un mecenate. Una persona estremamente ricca, un vero tycoon di umanità, un magnate che ha profuso continuamente le sue ricchezze su questo pianeta.
Dopo settantacinque anni vissuti con incomparabile intensità, questo gennaio se n’è andato Veeresh, l’uomo dalla vita più ricca che abbia mai incontrato.
Che tu sappia chi è Anand Veeresh Yuson oppure no, non fa differenza.
Persone così solcano un segno, piantano un seme, coltivano un sogno. Lo fanno nella terra stessa della vita, alle radici del nostro essere. Non progettano castelli in aria, non edificano culture intellettuali, non fanno moda né tendenza. Vanno dirette alle fondamenta, rovesciano le zolle, sobillano rivoluzioni interiori.
C’è chi prende un po’ di terra e la lancia in aria, finendo per alzare nient’altro che polvere. Quelli come lui invece scavano così profondamente il suolo fino a fargli prendere aria, rendendolo fertile.
Veeresh è una di quelle persone che, se le incontri, rischi di cambiare drasticamente la tua vita. In effetti, non saprei contare a quanti la vita l’ha cambiata davvero. Tanti, tantissimi: una gran folla di uomini e donne che gli sono profondamente grati.
Ha creato tecniche, meditazioni, scuole e insegnanti che, in tutto il mondo, lavorano per la trasformazione e la consapevolezza dell’individuo. Ha aperto nuovi territori, ha gettato un ponte tra la psicoterapia umanistica e la meditazione.
La sua straordinarietà non sta però in ciò che ha fatto, non risiede nel passato. Essa è nel presente e si insinua nel futuro. È proprio in ciò che arricchisce la vita, nel tesoro dei rapporti umani, della loro qualità e intensità.
Avendo a disposizione tanta lussuosa opulenza interiore, Veeresh è stato al tempo stesso munifico e accorto. Munifico perché non smetteva mai di erogare ricchezza, come un bancomat di umanità sempre aperto e per il quale non serve nessuna carta e alcun codice. Accorto perché non ha sprecato quel capitale, anzi lo ha investito e fatto crescere. Ovunque sia andato, chiunque abbia incontrato, in ogni suo gruppo, evento o momento privato non solo distribuiva umanità, ma la insegnava. Ogni persona che ha toccato è diventata un agente, un portatore di valori umani. Un fenomeno virale fatto di relazioni sane, di comunicazioni vere e dirette, emozioni amiche, abbracci sinceri, silenzi condivisi.
Il suo insegnamento non è soltanto nelle parole capaci di cogliere proprio dove serve, né solamente nelle tecniche in grado di rivoltarti come un calzino. Quelle parole e quelle tecniche, private della qualità fondamentale che Veeresh ha trasmesso, non sarebbero la stessa cosa. Questa qualità punta dritto a ciò che dà valore alla vita: le relazioni tra simili. Una percezione calda e profonda, compassionevole e autorevole, la realizzazione concreta di una formula magica.

“Terapia più meditazione, è uguale a relazione. Questa è la mia formula.“ (Osho, The Last Testament, vol. 2, cap. 8, 28 aug 1985)
 
Così, mirando dritti al risultato della formula, il fenomeno virale trova la sua trasmissione, istiga a essere più autentici, a vivere con pienezza, a trovare ricchezza attraverso i rapporti umani. Grazie a questo valore, l’investimento di Veeresh va oltre le parole, le tecniche e anche oltre la sua stessa morte. Quel tesoro, distribuito tra tanti, continua esponenzialmente a propagare lo stimolo a essere sani e vivere relazioni sane. Un investimento che oggi è eredità, bene comune. Alcuni lasciano il loro nome nella storia, altri sul nostro DNA.
 
Se davvero il valore della vita è proporzionale a quello dei rapporti umani vissuti, oggi mi sento ricco e questo lo devo anche a Veeresh, ai regali che da lui ho ricevuto. Il più grande di tutti, l’amicizia. Non so chi abbia avuto più amici di Veeresh. L’amicizia era una conseguenza della sua persona, e suscitava la netta consapevolezza di vivere una relazione preziosa: quella con un uomo straordinario. Quest’amichevolezza ha permesso a molti di star vicino a qualcuno in grado di essere sempre e irriducibilmente se stesso, di vivere ogni istante con totalità. Due qualità che sembrano semplici, a meno che non le si prenda assieme e costantemente.
Sempre se stesso e sempre totale, al cento per cento.
Dopo un po’ che sei a contatto di una persona così, inizi a renderti conto che queste due proprietà tanto ordinarie diventano straordinarie quando sono vissute senza risparmio, senza paura, senza compromesso, in modo davvero completo.
Il bagliore di questa comprensione pian piano si solidifica e diventa una gemma.
Come se, al di là del timore di questa totalità, ci fosse una specie di particolare serenità che diventa tangibile. Se non altro, clamorosamente possibile.
La gemma si rivela un diamante raro, un dono inestimabile.

 

  • Foto 1: Veeresh alla Humaniversity
  • Foto 2: Veeresh e Arshad nel 2007 alla Osho Circle School
  • Foto 3: Veeresh nel 2009 alla School, durante l'Osho's Dream Festival